LEGIONE Articolo del CORRIERE DELLA SERA di NAVA MASSIMO

10 gennaio, 2010

FOCUS I professionisti delle guerre

La Legione è più straniera

I volontari sono soprattutto reduci 7 su 10 arrivano da 140 Paesi diversi

 

DAL NOSTRO INVIATO MARSIGLIA - Che cos’ hanno in comune Curzio Malaparte, Cole Porter, Pierre I (il re della Serbia), Giuseppe Bottai e Lazare Ponticelli, centoundici anni, soldato italiano e ultimo sopravvissuto della Prima Guerra Mondiale? Lo si scopre nel piccolo museo di Aubagne (Marsiglia), quartiere generale della Legione Straniera. I loro nomi spiccano fra cimeli, bandiere, divise e ricordi dei trentacinquemila caduti sui campi di battaglia, da quando il re Luigi Filippo istituì nel 1831 questa armata speciale che raccoglieva volontari da tutto il mondo pronti a combattere per la Francia. Scrittori, nobili, sognatori, avventurieri, avanzi di galera, disoccupati, immigrati e agitatori. E’ passato di tutto sotto queste insegne, rinnovando la leggenda e scrivendo pagine gloriose, e altre meno nobili: dalla guerra coloniale in Algeria all’ inutile e gigantesco sacrificio in Indocina (undicimila morti) fino alle campagne militari dell’ epoca moderna, dalla Bosnia al Kosovo, dall’ Africa al Libano. 143 legionari sono caduti per il nostro Risorgimento, nella battaglia di Magenta. Anche il padre del presidente della Repubblica, Pal Sarkozy, profugo ungherese, volle arruolarsi. La leggenda resiste, come la suggestione di cambiare vita, dire addio al passato con un taglio netto, soprattutto se per qualcuno il passato è meglio cancellarlo. Al centro di reclutamento, dopo la prima selezione, il futuro legionario cambia identità, per i primi cinque anni non può sposarsi, avere un conto corrente, guidare un’ automobile, indossare abiti borghesi. I volontari francesi cambiano anche la nazionalità, diventando «stranieri» con una finta provenienza da Paesi francofoni. L’ addestramento è rigoroso, selettivo, perché la Legione è un reggimento combattente, destinato ad andare in prima linea per le missioni più complicate e rischiose, preparato ai conflitti asimmetrici (esempio operazioni antiterrorismo o antiguerriglia in Afghanistan e Libano), oppure impiegato in situazioni di emergenza, catastrofi naturali e inondazioni. «La gloria è francese, il sangue è degli altri. E’ stato questo il principio all’ origine del reggimento», ricorda l’ ufficiale comandante, il colonnello Pau. Ma i conflitti della nostra epoca e i rivolgimenti sociali del pianeta hanno cambiato anche la Legione. Più che avventura, la Legione è una variante del soldato professionista. La provenienza dei legionari sembra scritta dai conflitti e dai reduci (marines, ex soldati dell’ Armata Rossa, parà della spedizione inglese alle Falkland) che vogliono continuare a vivere in un ambiente militare o dal grado di sviluppo del Paese d’ origine. A sognare il kepi bianco, simbolo della Legione, sono in maggioranza volontari slavi, russi, kazaki, ucraini. Poi ci sono cinesi, giapponesi, brasiliani e persino iracheni. Gente che ha già combattuto da qualche parte o che è fuggita dalla miseria. Per molti, il sogno è anche un passaporto francese, che si ottiene dopo almeno tre anni di servizio. Dopo le perdite subite dalla Legione in Bosnia, la nazionalità si ottiene anche per legge, se si viene feriti in missione. «Siamo il termometro della situazione del mondo», commenta un ufficiale. La pattuglia degli europei si è assottigliata. E anche gli italiani sono meno numerosi che in passato, ma continuano ad affluire. Al centro di reclutamento la selezione è durissima: una settimana di esame generale, prove fisiche e di concetto, apprendimento dell’ unica lingua consentita, il francese. Se si è accettati, si passa al centro di addestramento di Castelnaudary (Tolosa), dove i candidati imparano a vivere insieme in condizioni difficili (ma oggi le casematte sono riscaldate e dotate di acqua calda) e a fare il soldato in trincea. Diserzioni, abbandoni, rinunce, scarti sono ancora possibili, ma ogni anno un migliaio di legionari entra nel reggimento e sostituisce quelli che vanno in pensione. Spirito di corpo, disciplina ferrea, solidarietà e eguaglianza sono valori assoluti, inculcati dal primo giorno. Abolite lingue, razze, religioni, abitudini alimentari. I motivi dell’ abbandono in qualche caso fanno sorridere, ma spiegano il cambio di vita necessario: «Non fa per me perché ci sono troppi stranieri», «perché non posso usare il cellulare», «perché sono omosessuale», «perché non si parla la mia lingua». Un prete ortodosso rinunciò per non tagliarsi barba e chioma fluenti. «A tutti ripetiamo che sono liberi di andarsene quando vogliono», spiega il capitano Buffet. «Non siamo una fabbrica di Rambo. L’ esercito francese è costituito da professionisti e la Legione è stata integrata nel sistema, sia pure con compiti specifici. Oggi i controlli sul passato giudiziario sono al tempo stesso più facili da fare e più rigorosi. Soltanto l’ uno per cento viene scartato per motivi giudiziari», spiega l’ ufficiale responsabile della selezione, il colonnello Cuvillier. Il fascino della Legione si può riassumere in queste cifre annuali: un milione di visite sul sito internet, 6.000 giovani che raggiungono a proprie spese i centri di reclutamento in Francia, 4.000 ammessi alla selezione, 1.000 arruolati. Sono stranieri oltre il 70 per cento dei 7.669 legionari in servizio. Centoquaranta le nazionalità rappresentate. Gli ufficiali sono «più francesi» degli altri, nel senso che i comandanti sono nati nell’ Esagono ed escono dai quadri dell’ esercito. Gli stranieri possono salire nella gerarchia, ma fino a un certo punto. Molti generali provengono dall’ Armée, come il generale Yves de Kermabon, ex legionario chiamato a guidare la missione civile europea in Kosovo. Molti non riescono a staccarsi nemmeno a fine servizio. Invalidi e pensionati possono continuare a vivere insieme alla «Maison de retraite» di Puyloubier (Aix-en-Provence). Producono il «vino del legionario», giocano a carte e cantano insieme «le Boudin», l’ inno del reggimento. Massimo Nava

Senza categoria

Regimenti ed Unità soppresse negli anni dalla Legione Straniera

10 gennaio, 2010

1° Regimento straniero paracadutisti, (sciolto dopo il golpe di Algeri del 1961)
3° Regimento straniero paracadutisti, (sciolto nel 1955)
6° Regimento del genio, ricostituito nel 1999 nel 1° Regimento straniero del genio
le compagnie montate
5° Regimento straniero di fanteria, diviene 5° Regimento misto del Pacifico (stanziato nella Polinesia francese), diviene poi 5° Regimento straniero, (sciolto nel 2000)
Regimento di marcia della Legione straniera, diviene il 3° Regimento di fanteria
11° Regimento di fanteria
12° Regimento di fanteria
21° Regimento di marcia dei volontari stranieri
22° Regimento di marcia dei volontari stranieri
  3° Regimento di marcia dei volontari stranieri
2° Regimento straniero di cavalleria, sostituito dal Distaccamento della Legione straniera delle Mayotte
Deposito comune dei regimenti stranieri (DCRE)
Gruppo di Ricognizione divisionale N° 97, (GRD 57)
Compagnie sahariane portate della Legione straniera, (CSPL)

Senza categoria

I Regimenti Legione e la loro ubicazione

10 gennaio, 2010

TERRITORIO FRANCESE METROPOLITANO

Comando della Legione straniera (COM.LE), Quartier Generale, basato a Aubagne
Regimento straniero (1° RE), basato a Aubagne (800 uomini)
4° Regimento straniero (4° RE), basato a Castelnaudary (addestramento) (570 uomini più i volontari in addestramento)
Gruppo di reclutamento della Legione straniera (GRLE) basato a Nogent-sur-Marne
1° Regimento straniero di cavalleria (1° REC), basato a Orange (950 uomini)

1° Regimento straniero del genio (1° REG), basato a Laudun (1.000 uomini)
2° Regimento straniero del genio (2° REG), basato a Saint-Christol (870 uomini)
2° Regimento straniero di fanteria (2° REI), basato a Nîmes (1.300 uomini),
2° Regimento straniero paracadutisti (2° REP), basato a Calvi in Corsica (1.234 uomini)
TERRITORIO FRANCESE d’oltremare
3° Regimento straniero di fanteria (3° REI), basato a Kourou nella Guiana francese (250 uomini e 380 turnanti)
13ª Mezza brigata della Legione Straniera (13ª DBLE), basata a Gibuti (740 uomini di cui 580 della Legione)
Distaccamento della Legione Straniera Mayotte (DLEM), basato a Dzaoudzi (Mayotte), nell’arcipelago delle Comorre  (240 uomini: 80 della Legione e una compagnia di 160 uomini che ogni sei mesi si danno il cambio)

Senza categoria

L’ADDESTRAMENTO

10 gennaio, 2010

L’addestramento anni or sono era durissimo, perchè la legione necessitava di persone altamente operative, ma soprattutto resistenti sotto il contesto fisico, per avere una misura dell’addestramento che si teneva in Corsica presso il 2° Regimento Stranieri di Corte, basta leggere il primo libro scritto da Pampalon Renzo alias Labranche che porta il titolo “Born to Live” edito dalla Seneca edizioni di Torino; leggendolo ci si rende conto della durezza dell’istruzione e soprattutto della disciplina che regnava sovrana.

Non è che ora l’addestramento o l’istruzione e la disciplina siano meno duri d’un tempo, comunque da quando la Legione Straniera è stata inserita ed equiparata a tutti i regimenti francesi, la durezza dell’addestramento si è sicuramente affievolito, per le regole inserite, ove la cosi detta “Brimade, o il Tombeau, e altre punizioni corporali da parte dei superiori in grado, non possono più essere applicate.

Ora i nuovi volontari, dopo una selezione di carattere fisico e psicoattitudinale, l’aspirante legionario viene inviato presso il centro di Castelnaudary del 4° Reggimento Stranieri (4° RE) dove dovrà sottoporsi ad un durissimo corso di addestramento di base, dalla durata di quattro mesi, che in caso di successo culminerà con la consegna al neo legionario del tanto agognato “Kepi blanc”, il tipico copricapo della legione. Successivamente il personale viene inviato ai Regimenti operativi; rassicuro tutti: per un nuovo legionario uscire dalla compagnia d’istruzione e giungere in un Regimento Operativo è un grande piacere e liberazione, perchè la vita finalmente raggiunge ad avere un vero senso sul contesto militare.

Senza categoria

CODICE D’ONORE DEL LEGIONARIO

10 gennaio, 2010

 Codice d’onore del legionario

* Articolo 1. Legionario, sei un volontario che serve la Francia con onore e fedeltà.
* Articolo 2. Ogni legionario è tuo fratello d’armi qualunque sia la sua nazionalità, la sua razza, la sua religione. Gli devi dimostrare sempre la stretta solidarietà che deve unire i membri di una famiglia.
* Articolo 3. Rispettoso delle tradizioni, fedele ai tuoi capi, la disciplina e il cameratismo sono la tua forza, il coraggio e la lealtà le tue virtù.
* Articolo 4. Fiero del tuo stato di legionario, lo dimostri con il tuo contegno sempre elegante, il tuo comportamento sempre degno ma modesto, il tuo alloggio sempre pulito.
* Articolo 5. Soldato scelto, ti alleni con rigore, mantieni la tua arma come il tuo bene più prezioso, hai la preoccupazione costante della tua forma fisica.
* Articolo 6. Sacra è la missione, devi eseguirla fino in fondo nel rispetto delle leggi, delle usanze della guerra, delle convenzioni internazionali, e, se fosse necessario, rischiando la tua vita.
* Articolo 7. Nel combattimento, devi agire senza passione e senza odio, rispettare i nemici vinti, non lasciare mai i morti, i feriti e neanche le armi.

Senza categoria

RISPETTO PER LA LEGIONE STRANIERA ED I LEGIONARI

10 gennaio, 2010

E’ giusto fae sapere a coloro che ignorano la storia il seguente evento:
In una seduta del parlamento italiano del 1950 un deputato affermava: «Vedete, l’espressione vi potrà sembrare forte, ma al riguardo posso citarvi un giornale che si pubblica a Roma, un giornale che sostiene con entusiasmo la vostra attuale politica militare; mi riferisco al giornale di Santi Savarino. In questo giornale, proprio ieri, a proposito delle truppe francesi in Indocina, della Legione straniera in Indocina (nella quale noi sappiamo quanti “poveri cristi” italiani siano andati a finire, e per quali ragioni si è scritto: “Finora, si è detto troppo poco che migliaia di italiani si battono contro i rossi in Indocina. E si battono nella legione straniera! Dunque, si battono nella parte più coloniale delle truppe coloniali della Francia! Di questi ci si fa vanto!».
Gli italiani dovrebbero sapere che attualmente i regimenti della Legione Straniera fanno pafe integrale delle truppe O.N.U. e ovviamente della N.A.T.O., e stanno difendendo le nostre democrazie dal terrorismo; dunque, gli Italiani, come i cittadini di altre Nazioni che sono arruolati o hanno servito per anni nella Legione, vanno assolutamente rispettati, onorati e ringraziati per aver salvaguardato le nostre famiglie. Bianco

Senza categoria

LEGIONE STRANIERA: REINSERIMENTO DEI LEGIONARI NELLA VITA CIVILE

10 gennaio, 2010

Come persona estremamente curiosa, nonchè conoscitore della vita dei Legionari, negli anni ne ho intervistato e conosciuti molti, e tutti chi per una ragione o per l’altra hanno avuto serie difficolta nel reiserirsi nella vita civile, soprattutto nel riaquisire lagiusta mentalita : quasi nessun rispetto della parola data, la correttezza nel linguaggio, l’assoluto rispetto della persona e altre picolezze, del quale i legionari nel loro quotidiano comportamento sono adestrati ed educati a rispettare. Ma queste prime difficolta sono nulla per rapporto al fatto che i più, quando vengono ad apprendere che questi uomini un tempo erano nella Legione Straniera vengono allontanati ed etichettati in malo modo, dunque hanno difficolta nel reinserirsi nel contesto lavorativo, ed in ogni altro contesto sociale, e spesso denigrati o criticati dai loro stessi parenti e vecchi amici. Il percorso dell’inserimento di questi uomini è veramente difficile, e la societa nella sua totalita non fa assolutamente nulla per aiutarli, dunque visto che quasi sempre sanno solo lottare, combattere ed ubbidire ciecamente agli ordini, non trovando in Patria quanto gli permetta di vivere in modo dignitoso, la maggior parte espatria nuovamente cercando fortuna altrove, in Paesi ove il loro passato militare non è una onta; quelli che restano in patria, con il supporto della famiglia (a condizione che qualcuno l’abbia), con grande pazienza cercano di raggiungere l’obiettivo d’una vita normale; altri non sopportando lo schiavismo di certi impieghi e lo sfruttamenti di certi datori di lavoro, prendono una via meno facile e soprattuto piacevole: quella della droga, che a mio avviso è una specie di rifugio di tutti gli insoddisfatti e disadattati. Tutti sanno che la droga da assuefazione, l’assuefazione costa, ed il denaro è indispensabile (verità palissiana), dunque nei modi sempre meno ortodossi e civili si mettono nei guai con la legge. Per alcuni il reinserimento nella vita civile è una specie di calvario costellato d’amarezze, umiliazioni ect., ect, dunque alcuni stanchi di questa società fanno ritorno nella loro vera patria: la LEGIONE STRANIERA, ove sono rispettati e apprezzati.

Senza categoria

RENZO PAMPALON

10 gennaio, 2010

Uno dei tanti ex Legionari che ho conosciuto, si chiama Renzo Pampalon, il quale per quanto abbia avuto mille difficoltà e disavventure per reinserirsi nella vita civile, negli anni ha sempre tentato per potere avere una vita normale, ma penso sinceramente che il destino gli sia stato avverso. Anni or sono ha aperto una scuola di sopravvivenza in Trentino, ed esattamente in Valle di Ledro, che la ha tenuta operativa per quattro anni, poi avendo diatribe con il Partito dei Verdi che consideravano la sua attività trppo militare e poco ecologica a causa del suo insegnamento ai partecipanti del volo in parapendio, gli venne bruciata. Si reciclò con una societa Svizzera ove con i suoi istruttori assicurava la protezione ravvicinata del ministro degli esteri Somalo, in Roma, presso l’hotel Excelsior; nel frattempo venne accusato del colpo di Stato denominato “Saxa Rubra”, arrestato ed in seguito prosciolto a formula piena da tutti i capi d’accusa, per non aver commesso il fatto. Una volta rientrato a testa alta nella società, ha scritto tre libri che trattano l’argomento della Legione Straniera, pubblicati dalla casa editrice Seneca Edizioni di Torino, e da quanto mi è stato detto, e ho letto su internernet; qui di seguito riporto l’articolo: (http://legionestranierafranco.bloggatore.com/photo_id/420/seneca-edizioni-labranche-=-renzo-pampalon.html Ho fatto una scoperta eccezionale, infatti ho scoperto chi è in realta lo scrittore che scrive con pseudonimo LABRANCHE per la casa editrice Seneca edizioni di Torino, E LO VOGLIO COMUNICARE AL MONDO, infatti a mio avviso è giusto che si sappia, perche la sua modestia oltrepassa ogni logica, non solo per il fatto che non vuole essere pubblicizato, ma ho appreso che tutti gli introiti che ha avuto e avra in futuro sulla vendita dei suoi scritti o libri che li si vogliano chiamare, li ha devolti tutti in vera beneficenza.
Dunque lo scrittore che ha pubblicato tre libri presso la Seneca Edizioni di Torino, sotto lo pseudonimo LABRANCHE SCRIVENDO I LIBRI riportanti i seguenti titoli: Born to Live (Nato per Vivere), Born for Adventure (Nato per l’Avventura) e Born to Know (Nato per Conoscere), non è atresì che il Dr. RENZO PAMPALON, e in base alla documentazione d’immagini e notizie giornalistiche che in questo Blog riporterò, posso dimostrare senza il minimo dubbio che ho svelato al mondo la reale identità dello scrittore LABRANCHE)
, fatto che credo al 100×100, ogni suo provento dalla vendita dei libri lo ha devolto in beneficenza. Dunque, come ho scritto nel post precedente il reinserimento dei Legionari nella societa civile è sempre difficile e complesso, soprattutto perchè dopo anni vissuti in una ferrea struttura militare, ove la parola data contava più di mille firme, il rispetto, anche verbale del prossimo era assoluta consuetudine, trovarsi catapultati nella nostra attuale società, ove dirti buongiorno o una parolaccia è praticamente uguale, si puo capire il perchè spesso questi ex militari perdono la pazienza e li si può leggere nelle cronache dei quotidiani. Io stesso ho appreso ultimamente nuove info su Renzo Pampalon, e mi compiacio con lui, non solo per il fatto che abbia scritto alcuni libri, ma anche perchè, con il suo impegno costante e per la sua disponibilita verso i meno fortunati, negli anni ha raggiunto una carica importante nei Cavalieri di Malta dell’O.S.J., ed esttamente nel Grand Prieurè Melitense Ordre Souverain de Saint - Jean de Jerusalem Chevaliers de Malte (notizia presa da wikipedia) .  Auguro all’ex legionario Renzo Pampalon un futuro sereno e fortunato. Bianco

Senza categoria

LEGIO PATRIA NOSTRA

8 gennaio, 2010

Questo blog si è voluto creare per rendere Onore a tutte le persone che dopo aver rischiato la vita sotto la bandiera verde e rossa della Legione Straniera, con Onore e Fedelta, rientrando nei loro Paesi d’origine sono stati etichettati con gli agettivi più dispreggiativi, pur non avendo mai commesso alcun crimine nella loro Patria.
Questa etichetta, loro malgrado, dovranno tenersela vita natural durante, e per quanto si comportino sempre da persone onestissime e d’onore, al primo dissenso che hanno nel corso della vita con chiunque, gli verrà ricordato che in definitiva è stato e sara sempre un Mercenario. Bianco

Senza categoria